The Handmaid’s Tale

20 novembre – Genova Festival Eccellenza al Femminile
1 febbraio – Varese Rassegna Parola di Donna
29 feb-1 marzo – Catania Piccolo Teatro
10-15 marzo – Roma Teatro Basilica
25-26 marzo – Milano Teatro Spazio No’Hma

Tratto dal romanzo di Margaret Atwood

Traduzione di Camillo Pennati per Ponte alle Grazie

Consulenza letteraria: Loredana Lipperini

Consulenza artistica: Laura Palmieri

Con Viola Graziosi

Musiche originali: Riccardo Amorese

Foto di scena: Pino Le Pera

Ufficio stampa: Nicola Conticello e Marco Giovannone  NCmedia 

Regia: Graziano Piazza

Produzione: Artisti Riuniti

Lo spettacolo è nato sotto forma di lettura scenica l’8 marzo 2018, in occasione della Giornata della donna per il “Teatro di Radio3”, con una diretta dalla sala A di via Asiago, a cura di Laura Palmieri.

“Esiste più di un genere di libertà, diceva Zia Lydia. 

La libertà di e la libertà da.

 Nei tempi dell’anarchia c’era la libertà di. Adesso vi viene data la libertà da. 

Non sottovalutatelo.”

Immagina un futuro in cui le donne sono sorvegliate e divise in categorie secondo il colore dei vestiti: azzurro le Mogli; verde le Marte, domestiche; marrone le Zie, sorveglianti; rosso le Ancelle, uniche ancora in grado di procreare. Nessuna può disobbedire, pena la morte o la deportazione. Un “nuovo mondo” che attraverso le donne e il loro corpo cerca la sua legittimazione. 

Il racconto dell’ancella è un romanzo distopico scritto nell’85 della canadese Margaret Atwood, tornato alle cronache per il grande successo della serie televisiva “The Handmaid’s Tale”, che ha ispirato i cortei di protesta di molte donne in tutto il mondo.  

Attraverso il ritrovamento di una confessione registrata, siamo rapiti dal racconto di un’ancella. Non sappiamo da dove ci parli, quale luogo e quale tempo, ma riconosciamo che parla proprio a noi, donne e uomini di questa società contemporanea.

L’ancella porta in sé l’urgenza della domanda che brucia, la nostra responsabilità. Ci interroga sulla libertà, su ciò che ne facciamo e soprattutto su quale sia realmente la libertà delle donne. Diventa un simbolo, ma anche l’incubo di un futuro prossimo possibile, un monito che ci tiene in guardia.

 

Nella nostra esperienza di esseri umani ci ritroviamo talvolta a cogliere i segni del cambiamento senza ascoltarli troppo, demandando la nostra responsabilità ad altri e pensando che tutto procederà sempre più o meno bene. Poi quando è ormai troppo tardi, ci accorgiamo che il cambiamento ci ha superato e siamo diventati vittime della nostra stessa indolenza.

Come artisti invece l’urgenza è testimonianza. Essere il cambiamento in atto. Viola Graziosi diviene corpo della memoria presente, segno inciso nel suono della parola, negli occhi che ci guardano da un luogo indefinito. Tempo che travalica le ere. 

E ci troviamo catapultati lì dove non avremmo mai voluto, eppure così vicini a noi, ora. 

Graziano Piazza

Durata: 1 ora e 20

Scheda tecnica:

-1 microfono ad archetto

-1 impianto acustico con mixer 

-30 proiettori indicativi tra PC e sagomatori

Video dello spettacolo: https://youtu.be/ubYb_yWjvGU