AVEVO UN BEL PALLONE ROSSO

Lunedì 19 aprile 2010 Piccolo Eliseo Patroni Griffi – ore 20.45/ingresso libero

di Angela Dematté
con Andrea Castelli, Angela Dematté
PREMIO DELLA 50esima edizione RICCIONE TEATRO
musiche Ferdinando Baroffio
a cura di Piero Maccarinelli

“…Avevo un bel pallone rosso e blu, ch’era la gioia e la delizia mia. S’è rotto il filo e m’è scappato via, in alto, in alto, su sempre più su. Son fortunati in cielo i bimbi buoni, volan tutti lassù quei bei palloni.”
Questa filastrocca era scritta su un quaderno di Margherita bambina. Quasi un’allegoria strana, onirica, dell’anelito di tutta una vita. Questa bambina aveva il cognome di Cagol. Sarebbe, poi, diventata per tutti, Mara Cagol.
In scena due personaggi: Margherita e suo padre.
Attraverso di loro si racconta la vicenda della fondatrice delle BR e, soprattutto, si delinea il rapporto concreto e drammatico tra un padre e una figlia.
Poi, inevitabilmente, salta fuori quella progressiva incomunicabilità tra generazioni che il ’68 ha reso così evidente: perché le ragioni, gli ideali dei figli diventavano incomprensibili per i padri. Una frattura che, d’altra parte, è vissuta da tutti noi anche oggi, come figli o come padri.
Anche il linguaggio, nel testo, cerca di rendere evidente e fisiologico questo problema: l’uso del dialetto nei primi dialoghi e il progressivo uso dell’italiano da parte di Margherita cerca di dare maggior concretezza a questa incomunicabilità, che diventa insormontabile quando l’“ideologia” entra in modo esclusivo nella vita della ragazza.

Uno spettacolo, dopo questo lunedì è stato prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano nella stagione 2010.