L’AUTOBUS DI STALIN

Monologo di Antonio Pennacchi diretto e interpretato da Clemente Pernarella

L’autobus di Stalin è uno spettacolo che nasce dall’incontro tra due personaggi decisamente insoliti nel nostro panorama: Clemente Pernarella, un attore di formazione ed esperienza rigorosamente teatrale, che però ha conosciuto il successo nelle lunghe serialità televisive e lo scrittore Antonio Pennacchi, saggista e romanziere che, con il suo gusto per il paradosso e la provocazione, si è ormai guadagnato il titolo di “estremista del pensiero”.
L’ultimo lavoro dello scrittore, “Canale Mussolini”, edito da Mondadori, è vincitore del Premio Strega 2010 e finalista, nello stesso anno, al Premio Campiello.

L’idea dello spettacolo parte dallo scritto di Pennacchi pubblicato sulla rivista “Limes” .
La necessità di ripensare alcune teorie derivate da un certo revisionismo storico permea la riflessione circa l’opportunità di una nuova e diversa teoria della storia.
Il testo, che nasce come una “apologia di Stalin”, procede poi per derivazione toccando le innumerevoli contraddizioni delle critiche alla ideologia socialista e al tentativo sovietico del socialismo reale.
Ne nasce una riflessione accorata che diventa di passaggio in passaggio una disperata ammissione di debolezza e al contempo una veemente affermazione di potenza.
Un’ analisi lucida delle ragioni di fondo della lotta di classe e della necessità della fede nelle ideologie egualitarie.
L’urgenza della trasposizione teatrale risiede nella profonda umanità del percorso di indagine. Il teatro è la sede primigenia della comunicazione interpersonale, il luogo del rito sociale per eccellenza, dove è possibile ripensare concetti difficilmente trasmissibili altrove.